
CONNESSIONI TRA TECNOLOGIA E CONSERVAZIONE PER L’ARTE
Nell’ambito di SMD.Exhibit viene proposta la dimostrazione di alcune connessioni tra tecnologie contemporanee e tecniche artigianali per la conservazione e riproduzione delle opere d’arte attraverso la scansione tridimensionale. Due esempi come il David di Michelangelo per il padiglione Italia all’Expo di Dubai e il Toro di Nimrud andato distrutto e tornato in Iraq passando da Roma e Parigi.
IL GEMELLO DIGITALE DEL DAVID DI MICHELANGELO
Arte e tecnologia si incontrano nella realizzazione di una fedele replica in 3D del capolavoro di Michelangelo Il progetto, che rilancia la bellezza dell’Italia e delle sue città d’arte, ha previsto ill “making of” della riproduzione in modo da offrire ai visitatori di Expo 2020 Dubai la rappresentazione delle tante competenze multidisciplinari coinvolte.

Il magnifico colosso esce da un laboratorio di Borgo degli Albizi, nel cuore di Firenze, dove il restauratore Nicola Salvioli e il suo team, hanno cercato di plasmare sul lavoro del primo calco digitale e di un’enorme stampante in 3D, l’anima dell’autentico David.


Il progetto si è sviluppato in tre fasi: la scansione del David per creare un “gemello digitale” tridimensionale, la stampa in 3D delle varie parti e la rifinitura e l’assemblaggio dei restauratori.

Nicola Salvioli è il capo del gruppo di restauratori, esperto di restauro su grandi strutture: “Stiamo dando un’anima alla copia del David. La stiamo ricoprendo di pietra, prima di tutto, per darle il vero aspetto del David di Michelangelo, e poi per caratterizzarla, per rendere sulla superficie quelle crepe, quelle fratture, quelle macchie, quelle abrasioni, le parti più o meno lisce e dare un’anima a quella che, in realtà, è una copia, che da digitale si è trasformata in materia fisica”
IL LAMASSU DI NIMRUD DISTRUTTO DALL’ISIS RIVIVE IN IRAQ
Il monumento, alto 5 metri, è stato distrutto dai combattenti dell’Isis nel 2015 che ha attaccato il sito archeologico e ha distrutto preziosi manufatti utilizzando bulldozer ed esplosivi. Dopo l’attacco, un team di restauratori guidato da Nicola Salvioli ha studiato foto e video del monumento, consentendo loro di creare un modello in polistirolo.

Per ridare nuova vita al Toro di Nimrud Nicola Salvioli è partito dalla ricostruzione fotogrammetrica “dalle immagini raccolte, anche se vecchie di 30 anni e di diversa provenienza; determinanti le immagini dell’aviazione americana, in alta risoluzione”.


Dalla fotogrammetria i tecnici hanno ottenuto “le misure reali. A quel punto abbiamo fatto il ritocco con il digital sculpting e ottenuto il modello fresabile”. Il modello ottenuto dalla fresatura del polistirolo stato completamente rivestito in pasta di pietra”. Un elemento «molto simile all’originale – alabastro gessoso – ottenuto mescolando 4 pietre diverse».

Quindi, da una parte “il polistirolo era il riferimento per i volumi”, dall’altra “l’impasto di pietra con cui abbiamo rimodellato la superficie”. Un lavoro enorme “di tre mesi e mezzo: sono 4 animali in uno: un toro, un pesce, un uccello e una testa umana. In tutto sono 16 metri cubi di polistirolo e 63 metri di superficie rivestiti di pietra”.






